Domo è al “bacio”. Inaugurata l’esposizione dell’opera di Rodin.

DOMODOSSOLA- 06-04-2018- È stata inaugurata oggi pomeriggio a Palazzo San Francesco la mostra organizzata dalle Fondazioni  Ruminelli e Gianadda a cui hanno collaborato l’associazione Mario Ruminelli  e il comune di Domodossola.  Tra i cinque ” baci ” più famosi al mondo, l’opera esposta è una riproduzione in bronzo della scultura originale  in marmo  ” Il bacio” di Auguste Rodin che fu autorizzata dallo stesso scultore francese, vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento. ”  Questa statua trasmette il significato universale dell’amore. Se c’è qualcosa di cui abbiamo bisogno in quest’ epoca sono le emozioni ” ha detto Antonio Pagani, presidente della Fondazione Paola Angela Ruminelli. ” Grazie a Gianadda oggi abbiamo  la fortuna di avere   il bacio di Rodin, una cosa inimmaginabile per la città di Domodossola” ha dichiarato l’assessore alla cultura Daniele Folino. ” Il parco della fondazione Gianadda si può dire che si trasferisce per 40 giorni a Domodossola ” ha aggiunto la curatrice della mostra, Sophia Cantinotti.

Rodin esprimeva nelle sue opere l’idea più alta della vita, come limpida espressione dell’animo umano, e il suo “Baiser” è un chiaro esempio dell’ammirazione che il grande scultore francese nutriva nei confronti delle opere degli ultimi anni di Michelangelo. ” La bellezza è il carattere e l’espressione. Ora, non c’è nulla nella natura che abbia più carattere del corpo umano. Esso evoca con la sua forza e la sua grazia le immagini più diverse. Il corpo umano è soprattutto lo specchio dell’anima e da là viene la sua più grande bellezza” disse Auguste Rodin nel 1911. La storia di Rodin, uomo che nella solitudine ha sempre trovato grande ispirazione, è una storia di grandi emozioni e il Bacio ne rappresenta uno degli esempi più fulgidi, in cui la bellezza e l’arte si abbracciano creando un istante di pura felicità e seduzione. Gli amanti Paolo Malatesta e Francesca Da Rimini rappresentati nel Bacio (1881-1882) si rifanno al Rinascimento, ma l’opera lancia uno sguardo chiaro verso il presente di Rodin, con quell’indagine profonda nella psiche tipica del Novecento. Il successo dell’opera in marmo convinse quindi lo stesso Rodin ad autorizzare la riproduzione della stessa, a partire dal 1898, in alcune copie in bronzo.

La mostra resterà aperta fino a domenica  13 Maggio tutti i giorni dalle ore  alle 12 e dalle 15 alle 19 con ingresso gratuito. Durante questo periodo Palazzo San Francesco ospita anche la mostra  di fotografie ” Sculptures en  lumière” dell’artista svizzero Michel Darbellay, sempre realizzata con la Fondazione Pier Gianadda di Martigny.

 

Elisa Pozzoli